Il 13 dicembre è ancora oggi una ricorrenza molto attesa.
Nelle vallate delle provincie di Bergamo e di Brescia è in questa festività
che i bambini ricevono i doni della santa.
La notte dell'attesa sembra interminabile ed è famoso il detto :
"la notte di S.Lucia è la pił lunga che ci sia". In effetti prima dell'introduzione del
calendario moderno (1580) si celebrava il 21 dicembre, giorno del solstizio invernale.
S.Lucia, originaria di Siracusa e vissuta tra il 283 e il 304
è ricordata per il suo martirio. Secondo la tradizione fu accecata e proprio
per questo, oltre che per il suo nome, è considerata e festeggiata come la santa della luce.
Nella fantasia dei bambini, favorita dai racconti degli adulti, S.Lucia giunge
su un carretto pieno di doni, trainato da un asinello.
Il culto della Santa siciliana è probabilmente dovuto al fatto che la reliquia di Lucia
si trova a Venezia dove è adorata e che i veneziani per più di trecento anni governarono
nelle vallate bergamasche e bresciane.
Nel 212 a. C. il console romano Marcello conquistò la cittą siciliana di Siracusa che durante il dominio di Roma rimase capitale dell'isola. Qui nacque sul finire del III° secolo (attorno al 283) Lucia. Si ignora se i suoi genitori fossero gią cristiani quando nacque o se si convertirono in seguito. Si sa che vi erano alcune chiese e numerose catacombe anche se non si osava adorare Gesù pubblicamente. Quando nel settembre del 284 Diocleziano salì al potere, per restaurare la saldezza dell'Impero, emise nuove monete, cercò di impedire il rialzo dei prezzi e riguardo la posizione dei Cristiani, tramite un editto, intimò la pubblica rinuncia alla religione cristiana. Nel febbraio del 301 Lucia con Eutichia sua madre si recarono in pellegrinaggio a Catania presso la tomba di Sant'Agata. Qui Lucia pregò per la guarigione della madre e avendola ottenuta fece voto di verginità. Tornata a Siracusa iniziò a vendere le sue proprietà donando il ricavato ai poveri. A questo punto un giovane pretendente la mano di Lucia si accorse che la fanciulla che egli desiderava sposare era cristiana e per vendicarsi presentò formale denuncia contro le due donne. E così nel dicembre dell'anno 304 Lucia venne arrestata e interrogata dal prefetto Pascasio e infine venne uccisa. Dopo il martirio il corpo fu deposto in un loculo delle catacombe siracusane. Sulla morte della santa ci sono diverse leggende, una delle più avvincenti dice che dopo l'arresto su denuncia del fidanzato, fu sottoposta a diverse torture: trascinata da una coppia di buoi, cosparsa di pece bollente, posta sulla brace ardente. Per sfuggire al carnefice si strappò gli occhi e solo dopo questi tremendi tormenti cadde sfinita e morì. L'iconografia risente fortemente dell'episodio dello strappo volontario degli occhi in quanto la santa è raffigurata con un piattino (o una tazza) in mano su cui sono posti gli occhi.
Sin dal primo secolo dopo la sua morte il culto della Santa martire non si limitò solamente alla Sicilia, ma ebbe una rapida propagazione tra tutti i cristiani. Attorno all'anno 800 Siracusa cadde in mano ai musulmani e il corpo della Santa venne nascosto perchè non venisse profanato dagli infedeli. Nel 1040 i bizantini liberarono la Sicilia dal dominio arabo e trasportarono il corpo della martire a Costantinopoli per farne omaggio alla imperatrice Teodora. A Siracusa rimasero frammenti di costole e del braccio sinistro e parte degli indumenti. Nel 1204 Costantinopoli fu conquistata dai Crociati Veneziani. Il doge Enrico Dandolo portò sull'isola di San Giorgio a Venezia il corpo della Santa. Nel luglio del 1860 venne quindi traslata nella parrocchia di S. Geremia. E nel 1955 il patriarca Angelo Roncalli (il futuro Papa Giovanni XXIII°) fece coprire il volto con una maschera d'argento col risultato che ora Lucia sembra dormire con gli occhi chiusi.